La mia storia

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Chi sono

Sono Christian Roncagliolo, nato a Genova nel 1984
finiti gli studi del liceo, avevo già in mente ciò che mi sarebbe piaciuto diventare:

un fisioterapista.

Purtroppo a quell’età ci si lascia convincere e trasportare dalle idee e consigli delle altre persone,
così seguendo gli amici, non troppo convinto, decisi di iscrivermi a giurisprudenza.
Passai quasi 2 anni a studiare qualcosa che non mi entusiasmava.
Ma continuavo a sentire nella mia testa una voce che mi continuava a ripetere

questa non è la tua strada Christian, te volevi diventare un fisioterapista, puoi cambiare
devi cambiare, fai ciò che davvero vuoi, iscriviti a fisioterapia.

Decisi così di lasciare la facoltà di giurisprudenza, e mi misi a studiare per prepararmi al test d’ingresso per entrare in fisioterapia,
studiai tutta l’estate, sapevo che entrare non era per niente facile,
c’era molta richiesta e pochi posti, dovevo fare tutto il possibile,
senza aver rimpianti del tipo “se avessi studiato di più forse ci sarei riuscito“.

Così a settembre feci il test, sentivo di essere pronto, ma in quei momenti non sai mai cosa ti possa capitare,
l’ansia e l’agitazione possono giocarti brutti scherzi.

Dopo qualche settimana in trepidante attesa, ebbi l’esito:

Ero entrato in fisioterapia!

Mi sentivo molto felice ed orgoglioso, sapevo di avercela fatta,
le mie fatiche erano state ripagate.

Ero contento di poter finalmente intraprendere ciò che realmente volevo.
Furono anni impegnativi, tra esami, tirocini, lezioni, ecc
avevo molte cose per la testa e spesso facevo fatica a concentrarmi,
ci furono momenti difficili, momenti di sconforto, ma anche di gioia e felicità
come è normale che sia lungo un percorso che si intraprende.

Finalmente mi laureai, da quel momento pensai:

“bene ce l’ho fatta, ora sono un fisioterapista, posso lavorare
aiutare le persone, d’ora in poi sarà tutto più facile”

Ma ben presto mi scontrai con il mondo del lavoro, e capii che ciò che mi aveva insegnato
l’università non era sufficiente per dare realmente un aiuto alle persone e fare la differenza.
Ero ad un punto di partenza, l’università mi aveva dato l’abilitazione ma non ciò che volevo:

fare la differenza ed aiutare le persone a risolvere i loro problemi.

Mi misi di nuovo a studiare, decisi di iscrivermi ad un master, anzi il master,
uno dei più ambiti e famosi d’italia, il master in terapia manuale riconosciuto a livello internazionale,
della durata di 2 anni.

Furono 2 anni intensi, impegnativi, nel frattempo stavo anche lavorando,
cercando di mettere in pratica ciò che imparavo, studiavo ogni giorno, ogni weekend,
organizzavamo sessioni di pratica ogni weekend insieme ai miei compagni di Torino.

Questi 2 anni si conclusero con un esame pratico, uno scritto ed una tesi di Master:
finalmente avevo ottenuto anche un Master!

Ma non finì qui…

dopo il master mi si aprì un mondo, rimasi affascinato dalla quantità di informazioni e di cose
che ancora non sapevo, avevo un gran voglia di imparare il più possibile,
volevo imparare dai migliori, da quelle persone che avevo letto sui libri.

Inizia così a frequentare corsi di specializzazione in giro per l’italia e all’estero
con docenti provenienti da tutto il mondo: Inghilterra, Stati Uniti, Australia ecc
furono anni importanti per la mia formazione e conobbi molti colleghi fantastici.
Sentivo che ero in grado di dare il mio contributo, di poter fare la differenza, di distinguermi;
piano piano i pezzi del puzzle si stavano mettendo al posto giusto.

Ero molte interessato e affascinato alla terapia manuale, l’esercizio terapeutico, la gestione del dolore cronico,
in particolare nel mal di schiena.

La maggior parte delle persone che vedevo, avevano tutte alcune caratteristiche comuni:
la paura, l’incertezza, il non sapere cosa fare, a chi rivolgersi, paura di peggiorare, paura di muoversi ecc.

Spesso queste stesse paure venivano alimentate da medici e altri professionisti sanitari.

Avendo studiato i meccanismi del dolore, il funzionamento del corpo e della mente umana,
sapevo che spesso queste paure erano infondate, e limitavano fortemente la possibilità della persona
di uscire dalla propria situazione di disagio.

Le persone hanno timore di fare cose che in realtà sappiamo essere fondamentali per la salute:

muoversi, fare esercizi, cambiare il proprio stile di vita

hanno terrore semplicemente perchè non lo sanno o perchè gli è stato raccontato qualcos’altro.

Il mio obiettivo era aiutare queste persone, ridargli la sicurezza, la fiducia nei propri mezzi,
nelle loro capacità, riprendere il controllo sul loro corpo, imparare a muoversi
e fargli capire l’importanza del movimento, dell’esercizio, della costanza.

Un obiettivo importante, a volte difficile, ma molto motivante che mi ha dato enormi soddisfazioni,
vedere le persone di nuovo credere in se stesse, riprendere fiducia e tornare a fare le cose che amano
è qualcosa che ti riempe di orgoglio e soddisfazione.

Tra i molti sportivi che ricevevo, c’era una categoria sempre che mi affascinava e nello stesso tempo
mi portava molti dubbi e frustrazione:

erano i runners

Per loro non era semplice sport, ma un vero e proprio stile di vita

qualcosa a cui non avrebbero mai potuto rinunciare.

Persone determinate, che gestiscono le loro giornate per trovarsi quei 45 minuti / 1 ora, solo per loro.

Per questo, quando arrivavano da me, sentivo la loro frustrazione, la loro preoccupazione
quando mi dicevano:

“il mio medico mi ha detto che è meglio che non corra più,
mi ha detto che la corsa fa male per la mia schiena, fa male per le ginocchia,
mi ha detto di fare nuoto….”

“ma io voglio continuare a correre, è la mia vita, non voglio smettere,
cosa posso fare? aiutami ti prego…”

Avevo sempre difficoltà a gestire queste persone, forse non riuscivo a capire
la loro motivazione, (a quei tempi io non correvo e anzi non mi piaceva nemmeno tanto correre),
ma nella mia testa pensavo:

come è possibile che altri professionisti dicano che la corsa fa male,
fa male alle articolazioni, e vietare a queste persone di correre?

è davvero così? o lo dicono solo perchè è la cosa più facile da consigliare?

la corsa fa parte del nostro bagaglio motorio, come è possibile che faccia male?

Queste erano alcune delle domande che mi facevo ogni volta che mi trovavo un runner davanti.

Decisi di dargli una risposta..

Cominciai così a studiare il mondo della corsa ed ha frequentare i corsi dai più esperti nel campo

Imparai da chi curava solo runners da anni ed applicava ciò che la ricerca scientifica diceva,
ciò che realmente funzionava e non le mode del momento.

Feci svariati corsi internazionali e continuai a studiare..

Mi appassionai alla corsa e al suo mondo, cominciai a correre

capii perchè per loro la corsa era così importante, lo era diventato anche per me.

Nello stesso tempo mi resi conto però di quanta poca informazione c’era fra i runners
e anche tra i professionisti.

Una marea di falsi miti, opinioni da bar, finti “guru” che davano consigli
solo sulla base di credenze ed opinioni o per interessi economici

guru, rivenditori di scarpe sportivi, coach, “professionisti del settore”

la maggior parte davano consigli seguendo i propri interessi e non aiutando realmente
il runner.

Trovai molti runners con false paure, ansie, problemi, opinioni causate
da tutte queste false informazioni che erano all’interno del mondo della corsa.

L’obiettivo che mi diedi fu educare tutti i runners, renderli consapevoli,
mostrargli ciò che realmente funzionava rispetto a tutte le mode che giravano.

Come ripeto sempre ciò che funziona non deve essere complicato, non esistono
ricette magiche, l’ultima moda, ricette segrete ecc

Ma bastano cose semplici, efficaci..

bisogna seguire e partire dalle basi

conoscere le regole del nostro corpo.

Ho cercato di trasmettere questi concetti a tutti i runners che mi si presentavano
e ottenni grandi soddisfazioni, dando la possibilità a decine e decine di runners
di tornare a fare ciò che amano:

correre.

Per ogni runner che mi si presentava c’erano alcuni punti fondamentali da seguire,
le regole fondamentali, le basi da cui partire, poi a seconda del problema, dell’obiettivo
venivano personalizzate sulla persona specifica..

Ma lo schema era ed è sempre lo stesso…

mi resi conto che le persone/runners si stupivano di questo mio approccio “diverso”
da tutti gli altri e così efficace.

Sapevo che in realtà non avevo inventato niente, ma solamente seguivo le regole
del nostro corpo e applicavo e cercavo di trasmettere alle persone i principi

che realmente funzionano…

lo facevo in maniera sistematica.

Il mio obiettivo era/è fornire ai runners tutti i mezzi necessari
per raggiungere e risolvere i loro problemi…

esprimere al massimo il loro potenziale e

riscoprire il piacere di correre.

Ho deciso così di raggruppare queste mie azioni che si ripetevano
ogni volta che mi si presentava un runners, in un metodo

Un metodo che possa identificare quale sia il mio obiettivo ed
esprimere ciò che voglio trasmettere ai runners.

Il metodo da me ideato si chiama:

Power4Runners

e racchiude i 5 principi fondamentali da seguire per poter
esprimere il massimo del potenziale, correre senza preoccupazioni
e senza infortuni.

Grazie a questo metodo ogni runners potrà finalmente raggiungere il massimo
del suo potenziale, ricoprire il piacere di correre e dimenticare gli infortuni.

Ho deciso di dedicarmi completamente ai runners,
aiutarli a raggiungere i loro obiettivi e risolvere i loro problemi.

Se vuoi ottenere la guida con i punti fondamentali per correre
senza infortuni clicca qui.

Questa è un riassunto della mia storia,
ora mi conosci un po’ meglio.

A presto,

Christian